Le emozioni sembrano esser diventate l’unità di misura delle nostre vite, tanto nel mondo reale quanto in quello digital/virtuale. L’unico protocollo per poter trasformare tutto quel che quotidianamente ci accade, dalle cose più banali a quelle più straordinarie, in esperienze, tanto da convincerci di poter credere di ‘aver vissuto’.
Anche in fotografia è sempre possibile farvi ricorso: senza emozioni, non ci sarebbero fotografie.
Le emozioni, tecnicamente, sono delle reazioni incontrollate cui siamo sottoposti, con lo scopo essenziale di salvarci da pericoli e situazioni spiacevoli, prima ancora di avere una lettura razionale di quel che ci sta succedendo intorno. Personalmente ho sempre preferito i sentimenti, una prima forma di conoscenza del mondo, prima ancora della conoscenza razionale vera e propria.
Questa serie vuol essere una provocazione. Non si sa bene se il coinvolgimento erotico/sessuale sia o meno un’emozione. L’uso dei dildi, protesi qui utilizzate come simboli, separati dall’uso reale degli stessi, più che come icone (non assomigliano infatti se non lontanamente all’oggetto originale…) vorrebbe mettere in discussione l’importanza delle emozioni, che possono derivare, per esempio, dai fiori e da altri oggetti.
La serie è work in progress…