Not (Longer) Places - (2024)

Nel 1978 John Szarkowski, responsabile della sezione fotografia del MOMA di New York, introdusse il concetto di fotografi finestra e fotografi specchio. I primi cercherebbero di documentare il mondo, tentando di rendere meno visibile la propria soggettività; i secondi trasformerebbero il soggetto, invece di limitarsi a mostrarlo, chiedendo allo spettatore di interrogarsi anche sull’autore delle fotografie.

Queste immagini, realizzate a New York inquadrando vetrine di piccole attività commerciali dismesse, sono, letteralmente, finestre e specchi allo stesso tempo. La grande distribuzione organizzata, prima, e ora anche l’e-commerce, le vendite online, sono la causa della fine di queste attività.

Supermercati e ipermercati rientrano, secondo la nota teoria di Marc Augè, nella categoria, antropologicamente, dei non-luoghi: grandi spazi (aeroporti, autostrade, stazioni, alberghi) frequentati da molte persone che non stringono relazioni, transitano anonimamente, non entrano in contatto, se non con interazioni funzionali e temporanee (pagamenti, biglietti, merci).

Gli spazi indagati, invece, erano luoghi, antropologicamente: negoziante e clienti si conoscono, ci sono relazioni di routine, contribuiscono a creare l’identità di un quartiere.

Le leggi del mercato le hanno cancellate. Questi spazi sono ora:  non (più) luoghi.